SATANTANGO
In una cooperativa agricola fallita, l’annuncio del ritorno di Irimiás, un manipolatore creduto morto, scatena nei contadini un misto di timore e speranza messianica. Più che un film, si tratta di un’esperienza trasformativa: la struttura circolare riproduce il movimento del tango (sei passi avanti, sei passi indietro), intrappolando lo spettatore in un tempo sospeso. È un’analisi spietata della manipolazione del potere e della necessità umana di credere in falsi profeti. Film di una densità visiva che ha cambiato la storia del cinema moderno.