LA PESCATRICE DI PERLE

La pescatrice di perle

Hannah Arendt si definiva “pescatrice di perle”, colei che raccoglie i tesori del pensiero e della tradizione che erano andati perduti ed è in grado di renderli attuali, di utilizzarli per raccontare il mondo e o per spiegare i momenti bui del tempo presente. Lo spettacolo parte dall’esperienza di apolide e rifugiata attraverso la quale la filosofa dà avvio ad una riflessione sull’umanità contemporanea irretita nelle maglie della burocrazia e caratterizzata spesso dall’assenza di ‘pensiero’. Si ripercorre la sua storia di donna e pensatrice del ‘900, internata in un campo di prigionia in Francia che ha perso la maggior parte dei suoi amici, affrontando l’immane tragedia dell’Olocausto. Hannah Arendt non amava essere definita una ‘filosofa’, perché i filosofi si erano allontanati dalla sfera degli affari umani, creando una spaccatura tra pensiero e azione. Lo spettacolo fa parte della sezione G.E.T. Giovani Eccellenze Teatrali, realizzata in collaborazione con l’Associazione La Chascona.
Di Valeria Simone, con Marianna De Pinto
Regia di Valeria Simone


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