FRANKENSTEIN (HISTORY OF HATE)
Company: -
Ideazione
e regia di Daniela Nicolò & Enrico Casagrande
Con
Tomiwa Samson Segun Aina, Yuan Hu, Enrico Casagrande in video Silvia
Calderoni e Alexia Sarantopoulou
drammaturgia
Daniela Nicolò
ricerca
e collaborazione drammaturgica Ilenia Caleo
riprese
e montaggio video per la scena Vladimir Bertozzi
ambienti
sonori Demetrio Cecchitelli
assistenti
alla regia Astrid Risberg e Juliann Louise Larsen
assistente
al video Isabella Marino
scena
e costumi Daniela Nicolò & Enrico Casagrande
direzione
tecnica e fonica Martina Ciavatta
disegno
luci e video Simona Gallo
tecnico
video Theo Longuemare
produzione
Chiara Venturini
organizzazione
e logistica Shaila Chenet e Alessandro Patrini
promozione
Ilaria Depari
distribuzione
internazionale Beatrice Ottaviani
comunicazione
Dea Vodopi
ufficio
stampa Uc Studio
grafico
Federico Magli
una
produzione Motus con Emilia Romagna Teatro Ert / Teatro Nazionale,
Teatro Nazionale di Genova, Snaporazverein (CH) e Romaeuropa Festival
residenze
artistiche ospitate da Amat & Comune di Fabriano, Sardegna Teatro
e Ira Institute
contributo
video dal film documentario [òdio] vincitore dell’Italian Council
2024
Un
“film performato” dove i livelli narrativi si mescolano in
maniera caleidoscopica e tutto è in stridente relazione con l’oggi.
Capitan
Walton e la fantasmatica sorella Margaret/Mary -
Walton/Wollstonecraft - Seville/ Shelley non abitano i ghiacci polari
ma un pianeta arido e apocalittico, negli ultimi giorni della nostra
malandata umanità, fra incendi boschivi, echi di guerre genocide e
droni assassini. Un film estremo, drammatico e folle ambientato fra
gli “ecomostri” calabresi e spiagge accecate dal sole.
Protagonista di questo lavoro è anche il mare, che brilla all’alba
e si incupisce al tramonto e risucchia, sputa, i corpi estenuati
della creatura e il dottor Frankenstein nel loro disperato
inseguimento. Una composizione che va ancor più ad amplificare
il gioco di scatole cinesi con cui Mary W. Shelley ha raccontato la
storia d’odio - e tenerezza radicale - della creatura, che
“continuerà a esistere perché non ha mai vissuto”.