MACBETH_vivevamo felici durante la guerra
Company: -
di
W. Shakespeare
traduzione
Massimo Stella
drammaturgia
Francesca Macrí e Andrea Trapani
drammaturgia
musicale Andrea Trapani
regia,
scena e costumi Francesca Macrí
con
Irma Ticozzelli e Andrea Trapani
aiuto
regia Oscar Sfondi
disegno
luci e direzione tecnica Massimiliano Chinelli
organizzazione
Emanuela Rea
produzione
Biancofango
in
collaborazione con Università Ca’ Foscari Venezia e Scuola Grande
di San Marco
Macbeth
e Lady Macbeth sono la radice del male a cui il genere umano non
riesce a
sottrarsi.
Sono il logoramento del desiderio, l’epilessia delle emozioni,
l’inciampo della vita
quando
l’ossessione prende il sopravvento sul reale e niente è più
quello che è, se non
quello
che non è. Quest’uomo e questa donna, al confine dell’umanità,
accettano la
mostruosità
che è dentro di loro, gli danno vita e gli danno spazio. Ma chi è
il mostro? Chi
non
accetta di smettere di desiderare?
Il
potere logora chi non ce l’ha, diceva qualcuno, ma forse il potere
logora ancora di più chi
non
accetta mai di mettere un confine a quello che ha. Chi vuole sempre
di più. Chi non si
accontenta.
Chi sceglie di guardare sempre fuori da sé. Chi smette di avere
paura di se
stesso.
Chi accetta la guerra come una possibilità per avere di più. Più
ricchezza, più
potere,
più lusso, più lustro e non importa a scapito di chi. La corona
luccica sempre
quando
la si guarda a distanza, ma quando finisce sulla testa può diventare
l’inizio di una
lunga
crocifissione.